Per volare con la fantasia

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Per volare con la fantasia
Per volare con la fantasia
Collana di narrativa per ragazzi
Editor: Paola Valente
Redazione: Emanuele Ramini
Ufficio stampa: Salvatore Passaretta
Team grafico: Letizia Favillo
1a Edizione 2012
Ristampa
7 6 5 4 3 2 1
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­questo libro senza il permesso scritto dei titolari del copyright.
Louisa May Alcott
Piccole donne
Traduzione e adattamento di Laura Scolari
Illustrazioni di
Alice Rossi e Virna Mattrel
Le quattro sorelle
E
ra sera e la neve scendeva fitta sulla stradicciola che dalla collina conduceva all’abitazione della
famiglia March. Le raffiche di vento bussavano furiose alla porta e gelidi spifferi d’aria si infiltravano
nelle fessure delle finestre e all’interno delle sottili
mura.
Nonostante il tempo, in casa March regnava un’atmosfera calda e accogliente. In salotto, un caminetto
acceso diffondeva un gradevole tepore e rischiarava
i visi delle quattro giovani sorelle raccolte lì attorno.
L’idea che Natale fosse ormai alle porte riempiva i loro
cuori di entusiasmo e il delizioso profumo del tacchino arrosto appena sfornato da Hannah, la domestica
di casa, si diffondeva per le stanze.
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Accanto al focolare erano stati posti dei vasetti pieni
di fiori profumati, mentre un’intera parete era coperta
da uno scaffale di libri. Le quattro sorelle, insomma,
avevano cercato di abbellire la casa nel miglior modo
possibile e prepararla in maniera degna all’imminente
festa.
– Natale non è Natale senza doni… – bofonchiò
all’improvviso Josephine, sdraiata in modo scomposto
sul tappeto scolorito. La ragazza non si curava affatto
del giudizio della gente e delle regole dell’alta società e per questo era considerata dalla famiglia un vero
maschiaccio. Era un’avida lettrice di libri, un uragano
d’idee, e inventava sempre nuovi modi per rendere le
giornate più buffe e divertenti.
Il suo aspetto fisico era altrettanto originale: alta
e magra, aveva braccia e gambe molto lunghe che la
rendevano impacciata nei movimenti; la sua bocca era
appena accennata ma si dilatava spesso in rumorose
risate; gli occhi, piccoli e vispi, avevano la capacità di
scrutare gli animi delle persone. La sua vera particolarità era però la chioma, folta e castana, una vera bellezza che non passava inosservata.
– E sì, Jo, è proprio una brutta cosa la povertà – aggiunse con tristezza Margaret, per tutti Meg, la sorella
maggiore, vestita con un abito ormai fuori moda. Era
una graziosa signorina dalla carnagione chiara, aveva
grandi occhi riservati che abbassava ogni volta le veniva indirizzato un complimento. I suoi capelli erano
di un bel colore castano dorato, la sua bocca sottile
non esplodeva mai in risate scomposte, le sue mani
morbide e affusolate si muovevano con eleganza anche
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quando erano costrette a svolgere le faccende domestiche o quando venivano impiegate per cucire e rassettare. Meg aveva un temperamento pacato e romantico:
il suo più grande desiderio era quello di poter formare
un giorno una bella famiglia, avere un bravo marito,
tanti bambini, una grande casa e potersi permettere
costosi abiti da indossare in ogni occasione.
– E non è giusto che ci siano ragazze fortunate, con
tante cose belle a disposizione, e ragazze povere come
noi! – brontolò con fare stizzato Amy, la più piccola.
Amy aveva lunghi boccoli biondi che le scendevano sulle spalle e occhi celesti espressivi e curiosi. Magrolina
e con rosee gote su un visino bianco latte, era elegante
nei modi, leggiadra e graziosa. Le piaceva ammirarsi
continuamente allo specchio ed essendo la sorella minore era molto viziata. Del suo aspetto avrebbe voluto
cambiare solo il naso: le sarebbe piaciuto averlo alla
francese, più sottile, e per questo, ogni sera, prima di
andare a letto, metteva una molletta sul naso, sperando in un miracolo.
– Su, dai, non lamentiamoci. Abbiamo papà e mamma e non ci manca niente per essere felici.
Aveva parlato la dolce Beth, seduta sul suo angolino
preferito del sofà, scandendo le parole con voce così flebile e delicata che contrastava con la violenza del vento
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all’esterno dell’abitazione. Elizabeth, o Beth come la
chiamavano, era la dolcezza fatta persona: aveva tredici anni, guance rosee che spesso si tingevano di rosso
perché era molto timida e occhioni azzurro cielo che
erano l’immagine dell’innocenza. Era pacata nei modi
e non si arrabbiava mai con le sorelle anche quando la
facevano innervosire. Le persone a lei vicine potevano
di certo ritenersi molto fortunate poiché Beth aveva
il potere di rasserenare gli animi e aveva sempre una
parola saggia per tutti i suoi cari. Beth era sensibile
e piena di passioni: amava suonare il pianoforte e la
cosa che più desiderava al mondo era di possederne
uno nuovo tutto per sé.
Per un attimo i cuori delle quattro ragazze si scaldarono alle confortanti parole di Beth, ma poi Jo raggelò
nuovamente gli animi:
– Intanto, il papà non l’avremo qui con noi per festeggiare insieme il Natale e poi… chissà quanto tempo dovremo aspettare ancora prima di rivederlo...
Non aggiunse le parole “se mai lo rivedremo”, ma
il timore di un papà lontano, partito volontario per la
guerra ed esposto a molti pericoli, si leggeva chiaramente sui visi rattristati delle quattro sorelle.
– Papà ci manca tantissimo, questo è vero, ma non
dobbiamo dimenticare che il suo gesto è nobile e che
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dobbiamo essere orgogliose di lui. Ecco perché non è
giusto che spendiamo i nostri risparmi in sciocchezze – sospirò mestamente Meg.
– Per me hai ragione solo a metà, Meg: va bene non
farci regali in segno di modestia e umiltà, ma i miei
risparmi io li voglio gestire come mi pare e piace! E
poi è da così tanto che desidero comprarmi il romanzo
“Ondina” – esclamò con fare deciso Jo, vera divoratrice di libri.
– Io invece vorrei comprarmi una bella scatola nuova di colori – aggiunse Amy, decisa a diventare la più
grande pittrice di tutti i tempi.
– E io vorrei delle nuove canzoni da poter suonare al piano – sussurrò Beth, ripensando ai suoi vecchi
spartiti ormai consumati. Li aveva adoperati così tante
volte che ben poco rimaneva ormai di essi…
Jo guizzò in piedi sul tappeto e, sistemandosi a fatica la gonna stropicciata, pronunciò con forza:
– Allora vi propongo una cosa: perché ognuna di noi
non si sceglie un regalo per sé? D’altronde lavoriamo e
ci meritiamo un po’ di svago.
Quanto avrebbe desiderato indossare comodi pantaloni da uomo e muoversi liberamente per la casa senza
essere continuamente costretta a indossare gonne o a
sistemare pizzi e merletti!
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– Sì, Jo, hai proprio ragione. Sono stufa di dover insegnare a dei bambini che non hanno voglia di ascoltare – confermò Meg, riflettendo sul suo faticoso ruolo di istitutrice presso la ricca famiglia King. – Voglio
pure divertirmi!
– E io, allora, che devo badare a quella vecchia brontolona cosa dovrei dire? – si lamentò di nuovo Jo, pensando a quanti rospi doveva ingoiare, ogni giorno, per
cercare di non rispondere in malo modo agli sproloqui
della vecchia bisbetica zia March, della quale aveva
l’obbligo di prendersi cura.
– Nessuna soffre come soffro io – mormorò Amy
con tono teatrale e portandosi una mano alla fronte.
– Voi non andate mica a scuola! Io devo sorbirmi le
compagne che mi guardano dall’alto in basso solo perché non posseggio dei bei vestiti e sono di famiglia povera. E poi… Ma perché, Jo, fai quelle smorfie? Si può
sapere cos’hai?
– Scusami, ma si dice posseggo non posseggio. Comunque sta pur tranquilla che non dirò niente alla tua
maestra.
– Beh, sbaglierò pure a dire qualche vocabilo ma almeno non fischio e non cammino come un maschiaccio, io! E nemmeno utilizzo un gerco volgare come il
tuo, quando parlo!
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– Intanto si dice vocabolo e gergo, e poi a me piace
parlare e comportarmi così: la sola idea di dover diventare una signorina per bene, tutta impettita e dall’aria
snob, mi fa venire la pelle d’oca. Anzi, sapete cosa vi
dico? Ora mi tolgo pure questa retina fastidiosissima
che mi tiene stretti i capelli e mi fa sentire un uccello
in gabbia.
Così dicendo, Jo liberò la sua fluente chioma, emise
un lungo sospiro, poi si sedette sul sofà con la testa
arruffata.
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Indice
Le quattro sorelle
5
Buoni propositi
14
Regali sotto l’albero
20
Tutte a teatro!
28
Invito per capodanno
36
Nasce un’amicizia
40
Finiscono le vacanze
53
Piccole donne... al lavoro
56
Un ragazzo triste
62
Si avvera un sogno
76
Una bella lezione!
85
Litigi tra sorelle
91
Un incidente evitabile
97
Un baule pieno di vestiti
104
Nel “Palazzo dei lustrini”
108
Gita a Prato Fiorito
119
Il boschetto dei desideri
127
Una vera scrittrice
136
Un fulmine a ciel sereno
141
Il sacrificio di Jo
146
La partenza della mamma
149
Una brutta malattia
152
Giorni terribili
158
In casa di zia March
163
Ritorna la mamma
173
Un Natale davvero speciale
178
Schede didattiche
187
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SONO DISPONIBILI AD EFFETTUARE INCONTRI
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