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136_161 WATERFRONT.indd
DESIGN
ARCHITECTURE
MAGAZINE
263
I - € 10,00
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SETTEMBRE/SEPTEMBER 2013
Compositori Comunicazione s.r.l. - Mensile - Anno XLVII - ISSN 0391-7487 - Poste Italiane spa - Spedizione in a. p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 LO/MI
263
09 / 2013
FULL TEXT IN ENGLISH
UNA NUOVA VITA PER PORTI E WATERFRONT A NEW LIFE FOR HARBOURS AND WATERFRONTS // TYPE
DESIGN: LA MATEMATICA DEI CARATTERI CHARACTER MATHEMATICS // CANTIERE BAGLIETTO:
IL 13M TUTTO IN ALLUMINIO THE BAGLIETTO SHIPYARD: THE 13M ALL-ALUMINIUM BOAT // SPECIALE
CERAMICA: FUNZIONALITÀ E RICERCA ESTETICA CERAMICS SPECIAL: FUNCTION AND AESTHETICS
DESIGN
ARCHITECTURE
MAGAZINE
263
CONTENTS
settembre/september 
8
OTTAGONALE
34
ADVERTORIAL
FLASH
Storia di un amore
Love story
92
Reciproca influenza/Reciprocal influence
PORTRAIT
94
Elena Franzoia
Le mille ‘braccia’ del designer
The designer’s 1001 ‘arms’
Silvia Airoldi
EDITORIAL
49
Ulisse e il waterfront
Ulysses and the waterfront
Aldo Colonetti
50
53
Realtà aumentata. Istruzioni per l’uso
Augmented reality: instructions for use
ADVERTORIAL
98
Ceramica: oltre l’aspetto estetico
Ceramic: more than just beauty
DESIGN ENCYCLOPAEDIA
parametrica e assistita dei caratteri
Parametric and computer-assisted font design
SIDEWALK
Alessio D’Ellena, Luciano Perondi
Michele Capuani
FOCUS ON
56
Smart cities
58
European Smart Cities: la necessità di una
visione integrata/the need for an integrated
understanding
Erica Marson, Alessia Pincini
Rudolf Giffinger
ADVERTORIAL
110 Le superfici diventano intelligenti
Surfaces grow smarter
PORTRAIT
114 La componente emotiva dello spazio
BACKSTAGE
120 The Lounge: sostenibile, riciclabile
The Lounge: sustainable and recyclable
Una linea per il futuro di Quito
A line for Quito’s future
63
Informazioni accessibili ed economie dalla rete
Accessible information and economies from the Net
66
Strategie di integrazione in movimento
Integration strategies in movement
69
Per un ambiente naturalmente sostenibile
For a naturally sustainable environment
136 Water Landscapes
72
People centered design
162 Costruire sull’acqua/Building on water
75
Il progetto Pandora in Italia
Pandora in Italy
168 Ieri e domani/Yesterday and tomorrow
78
BOOKS
80
EVENTS DIARY
82
86
Francesca Di Palma
SHOWCASE
124 L'anima delle cose/The heart of things
Rossella D’Oria
WORLD JOURNEY
Elena Franzoia
Alessia Zanelli
Stefano Lento
TEN MINUTES
Erica Marson
CUMULUS
174 Design schools link
Armando Bruno
176 FAIRS DIARY
FACTORY
177 ADDRESSES
Alessia Pincini
114
170 In vetrina/On show
Un’azienda per tutto e tutte per una
One company for all and all for one
Gioiello di alluminio/The aluminium jewel
100
XX
The emotional aspect of space
Alessandra Bergamini
60
CONTRACT TALES
94
100 [T] come type design. Progettazione
Valentina Auricchio
Le conseguenze della memetica
The consequences of memetics
66
178 BOOKSHOP
136
Ottagono 263 09/2013
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 137
WATER
LANDSCAPES
Elena Franzoia
NON PIÙ REALTÀ INDUSTRIALI
MONOFUNZIONALI, PORTI E WATERFRONT
SI RIVELANO VOLANI DI SVILUPPO
PER VISIONI URBANE INNOVATIVE,
ALL’INSEGNA DELLA QUALITÀ DELLA VITA
PORTS AND WATERFRONTS ARE NO LONGER
MONOFUNCTIONAL INDUSTRIAL REALITIES,
BUT DEVELOPMENT FLYWHEELS
FOR INNOVATIVE URBAN PROSPECTS,
TARGETING QUALITY OF LIFE
Sviluppo economico, riqualificazione urbana,
superamento delle barriere infrastrutturali,
ricomposizione del rapporto mare-città,
nuove culture della pianificazione incentrate su
consapevolezza ambientale, mix funzionale e qualità
della vita. E ancora, bonifica dall’inquinamento,
recupero del patrimonio esistente, implementazione
di dotazioni e servizi. Sono questi i principali
obiettivi delle innumerevoli operazioni di recupero
dei waterfront, fluviali e marittimi, che connotano
l’approccio urbanistico degli ultimi decenni, teso
a smantellare la precedente visione del porto
come realtà industriale monofunzionale.
In Europa, Londra, Barcellona e Amburgo; in Asia,
Shanghai e Hong Kong; in America, New York,
Boston e Vancouver; sono solo alcuni esempi
di una pratica che, nonostante l’attuale crisi
finanziaria, rimane uno dei maggiori volani
di sviluppo della pianificazione internazionale,
in grado di riposizionare intere aree metropolitane
all’interno della concorrenza globale. Prova ne sia
l’Europa del Nord, che prosegue un programma
giunto oggi a toccare – dopo le grandi aree
metropolitane costiere – centri considerati
di strategica importanza per i prossimi anni,
come la danese Aarhus o l’olandese Almere.
Quanto al Mediterraneo, la Dichiarazione di
Barcellona del 1995 ha sancito un partenariato
tra i Paesi dell’Unione Europea e altri dodici Stati
affacciati sul ‘Mare Nostrum’, volto ad affrontare
in modo coordinato aspetti economici, sociali,
umani e culturali e questioni riguardanti la sicurezza
delle città mediterranee. In questo contesto si situa
il vasto progetto di riqualificazione del waterfront
di Marsiglia, Capitale Europea della Cultura 2013,
che recupera la visione del porto come crogiolo
di razze e saperi, favorendo interscambio
e dialogo tra i popoli.
©MIKKEL FROST
©JDS ARCHITECTS
136 / WORLD JOURNEY
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 139
ICEBERG
AARHUS, 2008-2013
©MIKKEL FROST
The redevelopment of the former port area of Aarhus,
Denmark’s second largest city, offers an opportunity
for sustainable development for the definition of a lively,
composite area characterized by a mix of functions and
social aspects capable of attracting 7,000 residents
and creating 12,000 jobs. The 800,000 m² area is one
of the largest European waterfront operations and
the scheme will be implemented thanks to a private
contract following a competition worth 40.2 million euros.
Iceberg has 208 apartments (total area of 22,000 m²)
in the east of the old port, representing the first completed
and inhabited stage. To follow the master plan, the design
foresees closed, compact blocks that produce four L-shaped
buildings that guarantee every apartment beautiful views
over the bay and proper exposure to sunlight, thanks to sharp,
staggered volumes, defined by an algorithm and inspired
by the great polar icecaps. The creation of ‘peaks’ and
‘valleys’ contributes to better siting, allowing buildings
to bend until they reach the scale and character of the port,
or to soar upward to build a visual dialogue on the scale
of the city. It also makes it possible to offer different housing
types and sizes, from 55 to 227 m², including terraced
houses, affordable homes, and exclusive penthouses,
which confirm the social mix that was strongly pursued
throughout the waterfront restoration project.
Iceberg has won two important prizes in 2013
as best residential intervention: the MIPIM Award
and the Architizer A+ Awards.
PROGETTO / DESIGN
JDS/JULIEN DE SMEDT ARCHITECTS;
CEBRA; SEARCH; LOUIS PAILLARD ARCHITECTE
INGEGNERIA / ENGINEERING
HAMICONSULT; TÆKKER RÅDGIVENDE
INGENIØRER A/S + RAMBØLL
PAESAGGIO / LANDSCAPE
JDS/JULIEN DE SMEDT ARCHITECTS; CEBRA;
SEARCH
SUPERFICIE / AREA
22000 M2
©MIKKEL FROST
La riqualificazione dell’ex area portuale di Aarhus, seconda
città della Danimarca, offre l’occasione di uno sviluppo
sostenibile teso a definire un’area vivace e composita,
caratterizzata da un mix funzionale e sociale capace di
creare un indotto di 7.000 residenti e 12.000 posti di lavoro.
Gli 800.000 m² su cui si estende ne fanno uno dei più vasti
interventi di waterfront europei. Realizzato su commissione
privata grazie a un concorso, con un costo di 40,2 milioni di
euro, Iceberg ospita 208 appartamenti (sup. tot. 22.000 m²)
nell’area orientale dell’ex porto, di cui rappresenta il primo
intervento completato e abitato. Recependo le indicazioni
del masterplan, impostato su blocchi edilizi chiusi e
compatti, il progetto definisce quattro edifici a forma di L,
che garantiscono a ogni unità abitativa magnifiche viste sulla
baia e corretta esposizione al sole grazie a volumi puntuti
e frastagliati, governati da un algoritmo e ispirati ai grandi
iceberg polari. La creazione di ‘vette’ e ‘vallate’ contribuisce
a un migliore inserimento nel contesto, consentendo agli
edifici di piegarsi verso il basso fino a raggiungere la scala
e il carattere del porto o di alzarsi in altezza per costruire
un dialogo visivo alla scala della città. Permette inoltre di
offrire tipologie e tagli abitativi differenziati, dai 55 ai 227 m²,
comprensivi di case a schiera, ‘affordable houses’ e attici
esclusivi, che ribadiscono il mix sociale fortemente
perseguito nell’intero progetto di recupero del waterfront.
Iceberg si è aggiudicato nel 2013 due importanti premi
come miglior intervento residenziale: il MIPIM Award
e l’Architizer A+ Awards.
©MIKKEL FROST
Economic development, urban regeneration,
overcoming infrastructural barriers, re-composition
of the sea-town rapport, new planning cultures
focused on environmental awareness, a mix of
functions, quality of life. Not to mention offsetting
pollution, recovery of existing heritage, facilities and
services implementation. These are the main objectives
of riverfront and seafront refurbishments typifying
the urban planning approach of recent decades,
aimed at demolishing the previous vision of the port
as single-purpose industrial reality. In Europe, London,
Barcelona and Hamburg; in Asia, Shanghai and Hong
Kong; in North America, New York, Boston and
Vancouver. These are just a few examples of a trend
that continues to be a major flywheel in international
planning development, able to replace entire
metropolitan areas within global competition despite
the current recession. Proof of this can be seen in
Northern Europe, which pursues a programme that,
after touching the large coastal metropolitan areas,
has now reached centres that are considered to be
of strategic importance in the next few years,
such as Aarhus (Denmark) or Almere (Netherlands).
As for the Mediterranean, the 1995 Barcelona
Declaration established a partnership between
the European Union and the other twelve states
bordering ‘Mare Nostrum’, aimed at a coordinated
approach of economic, social, human and cultural
aspects, and the safety of Mediterranean cities.
This was the framework for the vast waterfront
redevelopment project in Marseille, the 2013
European capital of culture, retrieving the port
as a melting pot of races and knowledge, promoting
interchange and dialogue among peoples. © RIPRODUZIONE RISERVAT
Ottagono 263 09/2013
©JDS ARCHITECTS
138 / WORLD JOURNEY
Ottagono 263 09/2013
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 141
©ADAM MØRK
©ADAM MØRK
140 / WORLD JOURNEY
TITOLO SCHEDA
©ADAM MØRK
©ADAM MØRK
HOUSING INNOVATION
BLUE PLANET
COPENHAGEN, 2010-2013
Nel 2008 lo studio 3XN viene proclamato vincitore del
concorso internazionale – indetto da Bygningsfonden Den
Blå Planet – per la realizzazione del più grande acquario
europeo, previsto a poca distanza dalla città di Copenhagen
sulle rive dell’Øresund, lo stretto che separa Svezia
e Danimarca. Con un costo di 730 milioni di corone
e una superficie di 10.000 m², di cui 5.000 destinati ad area
espositiva, il complesso – terminato nei tempi stabiliti
e inaugurato nel marzo 2013 – si prefigge di diventare una
delle maggiori attrazioni turistiche danesi grazie a un flusso
calcolato di 700.000 visitatori l’anno. Pensato per essere
visibile anche dal mare e ispirato a un vortice di acqua,
l’edificio è ricoperto di scandole in alluminio che si adattano
alle sue forme tondeggianti e organiche, memori dei grandi
cetacei marini. Le piante flessibili e dinamiche e la forma
a vortice sono pensati per consentire future espansioni.
La ‘coda’ del vortice costituisce anche l’accesso all’edificio,
che si sviluppa in larga parte in modalità ipogea donando
al visitatore l’impressione psicologica e fisica di una discesa
negli abissi. Un foyer circolare centrale consente di scegliere
se esplorare l’ambiente oceanico, lacustre o fluviale.
Il ristorante gode di magnifiche viste sull’Øresund.
Progetto ad alta complessità tecnologica, il Blue Planet
– per la cui realizzazione 3XN ha coordinato un team
di 15 esperti – consente di ricreare anche ecosistemi
che ospitano in natura animali estremamente delicati.
Fondata su pali, la struttura portante è costituita da 54
intelaiature in acciaio che, posizionate radialmente,
sorreggono le facciate curvilinee. Gli elementi in cemento,
esposti all’aggressivo ambiente salino, hanno richiesto
particolare protezione dalla corrosione.
In 2008 the 3XN studio was declared the winner of the
international competition – organized by Bygningsfonden
Den Blå Planet – to create the largest aquarium in Europe,
which was to be sited just a short distance from Copenhagen,
on the shores of the Øresund, the strait that separates
Denmark from Sweden. At a cost of 730 million kroner and
covering an area of 10,000 m² (of which 5,000 m² were
intended as a display area), the complex – finished on time
and inaugurated in March 2013 – aims to become one of the
PROGETTO / DESIGN
3XN
INGEGNERIA / ENGINEERING
MOE & BRØDSGAARD; AAT ADVANCED
AQUARIUM TECHNOLOGIES
(ACQUARIO / AQUARIUM)
PAESAGGIO / LANDSCAPE
HENRIK JØRGENSEN LANDSKAB
SUPERFICIE / AREA
10000 M2
largest Danish tourist attractions thanks to a calculated flow
of 700,000 visitors a year. Conceived to be visible from the sea
and inspired by a whirlpool, the building is covered with
aluminium scales that adapt to its rounded, organic forms,
reminiscent of great cetaceans. The flexible, dynamic plan
and whirlpool design were conceived to allow for future
expansion. The ‘tail’ of the vortex is also the entrance to the
building, which develops largely underground, giving the visitor
the impression of a physical and psychological descent into
the abyss. A circular central foyer allows visitors to choose
whether to explore ocean, lake or river habitats, and the
restaurant offers magnificent views of the Øresund. Blue
Planet is technologically extremely complex – 3XN relied
on a team of 15 experts for the coordination – and allows
replication of ecosystems that in nature are home to very
delicate animals. The supporting structure is set on piles and
consists of 54 steel frames, positioned radially to sustain the
curvilinear façades. The concrete elements, exposed to an
aggressive saline environment, required special protection
against corrosion.
142 / WORLD JOURNEY
Ottagono 263 09/2013
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 143
PROGETTO / DESIGN
FOSTER + PARTNERS
COLLABORATORI / COLLABORATING
ARCHITECTS
TANGRAM ARCHITECTS; INGÉROP
MÉDITERRANÉE; AIK YANN KERSALÉ
INGEGNERIA / ENGINEERING
FOSTER + PARTNERS;
INGÉROP MÉDITERRANÉE
PAESAGGIO / LANDSCAPE
MICHEL DESVIGNE PARIS
SUPERFICIE / AREA
100000 M2
VIEUX PORT
In collaborazione con il paesaggista francese Michel
Desvigne, Norman Foster vince nel 2010 il concorso
internazionale per il masterplan di riqualificazione
e semipedonalizzazione del Vieux Port marsigliese –
patrimonio Unesco – indetto da MPM (Marseille Provence
Métropole). Il progetto consiste nella realizzazione di otto
strutture in legno destinate al club nautico locale e di un
padiglione pubblico pensato per ospitare le manifestazioni
collegate al conferimento alla città del titolo di Capitale
Europea della Cultura 2013. Il nuovo spazio eventi,
posizionato sul Quai de la Fraternité, si configura come
una pensilina in acciaio inossidabile di 46 m per 22.
Aperto sui quattro lati, si caratterizza per la semplicità
del disegno e la notevole altezza (circa 6 m) degli snelli
pilastri di sostegno. L’effetto specchiante della copertura
piana permette al contesto di riflettersi sulla struttura,
ammorbidendone l’impatto visivo e consentendone da
lontano la percezione come una sottile linea d’argento.
Allo scopo di ribadire la fondamentale funzione dell’area
come collegamento tra porto e città, le strutture del club
nautico e gli apparati tecnici, che prima insistevano sulle
banchine, sono stati spostati su nuove piattaforme
sull’acqua. L’area pedonale è stata estesa, con l’obiettivo
©NIGEL YOUNG_FOSTER + PARTNERS
MARSEILLE, 2012-2013
Ottagono 263 09/2013
di una progressiva eliminazione del traffico nel corso dei
prossimi anni. Michel Desvigne ha inoltre proposto l’utilizzo
di superfici di granito chiaro in analogia cromatica con
i vecchi ciottoli di limestone.
Partnered by French landscape architect Michel Desvigne,
in 2010 Norman Foster won the international competition
held by MPM (Marseille Provence Métropole) to produce a
master plan for rehabilitation and semi-pedestrianization
of Marseille’s Vieux Port, a UNESCO site. The project consisted
in the creation of eight wooden structures for the local yacht
club and a public pavilion designed to accommodate events
linked to the city’s role as European capital of culture for 2013.
The new event space, located on the Quai de la Fraternité,
appears as a stainless steel canopy of 46 by 22 m.
It is open on all four sides and is characterized by the simplicity
of its design as well as the considerable height (about 6 m)
of the slender supporting columns. The reflecting effect of the
flat roof allows the context to be mirrored onto the structure,
while softening the visual impact and from a distance
creating the perception of a thin silver line. In order to reiterate
the fundamental function of the area as a link between port
and city, the yacht club facilities and technical equipment
that were originally located on the docks were moved
to new floating platforms. The pedestrian area has been
extended, with the aim of gradual elimination of traffic
over the next few years. Michel Desvigne has also suggested
the use of light granite surfaces as a colour link to the old
limestone pebbles.
WORLD JOURNEY / 145
©EDMUND SUMNER
Ottagono 263 09/2013
©NIGEL YOUNG_FOSTER + PARTNERS
144 / WORLD JOURNEY
Ottagono 263 09/2013
Ottagono 263 09/2013
©LISA RICCIOTTI
©LISA RICCIOTTI
146 / WORLD JOURNEY
MUCEM
MARSEILLE, 2009-2013
PROGETTO / DESIGN
RUDY RICCIOTTI
ARCHITETTO ASSOCIATO / ASSOCIATE
ARCHITECT
C+T ARCHITECTURE
INGEGNERIA / ENGINEERING
GARCIA INGÉNIERIE; SICA SA;
LAMOUREUX & RICCIOTTI INGÉNIERIE
SUPERFICIE / AREA
22000 M2
Inaugurato nell’ambito delle manifestazioni per Marsiglia
Capitale Europea della Cultura 2013, il Museo delle Civiltà
d’Europa e del Mediterraneo partecipa alla riqualificazione
del Vieux Port, che pertiene al programma statale di
recupero e sviluppo dei waterfront marsigliesi intitolato
Euroméditerranée. Realizzato grazie a un concorso,
con un costo di 160,270 milioni di euro, il MuCEM ‘decentra’
le collezioni del Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Parigi,
implementandole con particolare attenzione alle culture
nate sulle sponde del Mediterraneo. In posizione nevralgica
– a cavallo tra vecchio, nuovo porto e quartieri settentrionali
della città – il MuCEM (sup. 40.000 m²) insiste sul Molo J4,
a cui durante il periodo coloniale attraccavano le grandi
navi provenienti dai continenti extraeuropei, collegandosi
all’antico Fort Saint-Jean e ai suoi vasti giardini. Pensato
da Ricciotti “come una casbah verticale”, il museo si imposta
su un quadrato di 72 m di lato che ne contiene uno più
piccolo di 52 m, in cui si articolano sale espositive e
congressuali. Sopra, sotto e intorno, gli spazi di servizio
sono collegati al ‘cuore pulsante’ interno attraverso dei vuoti
occupati da un sistema continuo di rampe, da cui si sente
il profumo del mare e che offre magnifiche viste sull'acqua
e la città, raccordato alla lunga passerella di 130 m
– pensata come un ‘tappeto volante’ – che conduce al forte.
Come spiega Ricciotti, un cemento d’eccezione, frutto
di innovative ricerche dell’industria francese, ha permesso
la riduzione a ‘pelle e ossa’ dell’edificio, il cui impatto
evanescente e ‘minerale’ viene ribadito dal continuo gioco
tra luce e ombra e fragilità e densità delle facciate e dalla
forma variabile, tratta dal mondo naturale, dei pilastri.
Di sera, il progetto site specific dell’artista della luce
Yann Kersalé ribadisce potenza e presenza del mitico
‘Mare Nostrum’, immergendo l’edificio nelle differenti
tonalità del blu.
Inaugurated as part of the events for Marseilles European
Capital of Culture 2013, the Musée des Civilisations d’Europe
and de la Méditerranée was included in the redevelopment
scheme for the Vieux Port, which pertains to the
Euroméditerranée state programme for the recovery and
development of the Marseille waterfront. MuCEM was built
WORLD JOURNEY / 147
Ottagono 263 09/2013
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 149
1. parapetto in vetro stratificato di sicurezza
laminated safety glass parapet
2. rampe+pianerottoli in calcestruzzo ad alte prestazioni
fibrorinforzato / ramps + landings in high-performance
fibre-reinforced concrete
3. trama in calcestruzzo ad alte prestazioni fibrorinforzato
della facciata sud e ovest / in high performance
fibre-reinforced concrete weave for the south and west
facades
4. griglia / grid
5. tende opache motorizzate / motorized opaque curtains
6. teli traslucidi motorizzati / motorized translucent panels
7. chiusure leggere sospese e modulabili
lightweight suspended modular partitions
8. elementi secondari in alluminio / secondary aluminium
elements
9. struttura portante arborescente in calcestruzzo
ad alte prestazioni fibrorinforzato / arborescent
high-performance fibre-reinforced concrete framework
©LISA RICCIOTTI
©LISA RICCIOTTI
©LISA RICCIOTTI
148 / WORLD JOURNEY
thanks to a competition and at a cost of 160,270 million euros ,
and rehouses the collections of Paris’s museum of arts and
popular traditions, implemented with an emphasis on cultures
born on the shores of the Mediterranean. In its strategic
position – between the old and new ports, and the northern
districts of the city – MuCEM (over 40,000 m²) stands on pier
J4, where large ships coming from non-European continents
berthed during the colonial period, connecting to the old Fort
Saint-Jean and its huge gardens. Designed by Ricciotti to be
a kind of ‘vertical kasbah’, the museum is comprised of a
square with 72-m sides, containing a smaller square of 52 m,
which houses conference and exhibition rooms.
The service areas are located above, below and around,
connected to the internal ‘beating heart’ through a continuous
system of ramps, accessed via a 130-m ‘magic carpet’ that
leads to the fort and allows the scent of the sea to enter,
as well as offering wonderful views of the sea and the town.
As Ricciotti explains, this uses an exceptional kind of concrete,
from innovative research undertaken by French industry,
which allowed the building to be pared down to its bare bones,
reiterating the evanescent and ‘mineral’ impact through
a constant interplay of light and shadow, fragility and density
of the façades, and the variable form of the columns inspired
by the natural world. In the evenings, a site-specific project
by an artist of light, Yann Kersalé, echoes the power
and presence of the legendary ‘mare nostrum’, washing
the building in different shades of blue.
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 151
VILLA
MÉDITERRANÉE
Centro Internazionale per il Dialogo e gli Scambi nel
Mediterraneo, Villa Méditerranée è un complesso polivalente
situato sulle banchine del Vieux Port di Marsiglia, a poca
distanza dal MuCEM di Ricciotti, destinato a ospitare eventi
culturali, attività di ricerca e spazi di documentazione.
Partendo dal fondamentale ruolo di connessione svolto dal
mare per i popoli che vi si affacciano, la nuova darsena
artificiale – in grado di ospitare piattaforme pedonali
flottanti, scenografie provvisorie, esposizioni empiriche –
costituisce l’elemento chiave di un progetto interamente
articolato tra terra e mare. Realizzato in seguito a un
concorso internazionale indetto dal Conseil Regional
Provence-Alpes-Côte d’Azur, l’edificio si caratterizza per lo
sbalzo strutturale di 36 m, sospeso a 14 m di altezza, che va
a coprire la darsena e ospita un’area espositiva di circa
1.500 m², in cui appare preponderante l’uso del vetro.
Sotto il bacino, un altro spazio polivalente di 2.500 m² ospita
una sala spettacoli da 500 posti. I due spazi principali
dell’edificio sono collegati da un grande atrio-patio verticale,
elemento fondamentale dell’architettura del Mediterraneo
©CARLO ALBERTO MARI
MARSEILLE, 2010-2013
e riferimento centrale di un progetto che ha ritenuto
di fondamentale importanza la costante permeabilità
con il contesto. Spiega Stefano Boeri: “La Villa è
un’architettura di banchina, la grande Cavana di Marsiglia:
una costruzione che unisce ai caratteri dell’architettura
civile quelli delle infrastrutture portuali e off-shore, capace
di rappresentare lo straordinario meticciato di lingue, gusti,
colori che Marsiglia ha accolto dalle altre città del
Mediterraneo. I suoi spazi, percorsi da una struttura
mista in cemento armato e acciaio, si articolano dalla
sovrapposizione in pianta di tre livelli paralleli e orizzontali”.
Villa Méditerranée, the International Centre for Mediterranean
Dialogue and Exchange, is a multipurpose complex.
Located on the quays of the old port of Marseille, within easy
reach of Ricciotti’s MuCEM, it was designed to host cultural
events, research activities and documentation spaces.
Starting from the fundamental role played by the connecting
sea for the peoples who border it, the new artificial harbour
– able to accommodate floating pedestrian platforms,
temporary sets and empirical exhibitions – constitutes the
key element of a project dealing entirely with land and sea.
Created following an international competition organized
by the Conseil Régional Provence-Alpes-Côte d’Azur,
the building is characterized by a structural overhang of 36
m, suspended at 14 m in height, which covers the dock and
houses an exhibition area of approximately 1,500 m², with a
striking use of glass. Under the basin there is another
general-purpose space of 2,500 m² accommodating a
500-seat auditorium. The two main areas of the building are
connected by a large atrium-vertical patio – a fundamental
element of Mediterranean architecture and a reference
central to a project that considers crucial a constant
permeability with the context. Stefano Boeri explains:
“The villa is quayside architecture, Marseille’s huge
boathouse; a building that combines the characteristics of
civil architecture with port and offshore infrastructures,
capable of representing the amazing hybridization of
cultures, tastes and colours that Marseille has embraced
from other Mediterranean cities. Its spaces, with their
mixed structure of reinforced concrete and steel, are
designed to be separated by three overlapping parallel,
horizontal levels.”
©CARLO ALBERTO MARI
PROGETTO / DESIGN
BOERI STUDIO (STEFANO BOERI, GIANANDREA
BARRECA, GIOVANNI LA VARRA); IVAN DI POL;
JEAN PIERRE MANFREDI; ALAIN GOETSCHY
INGEGNERIA / ENGINEERING
AR&C; INEX
SUPERFICIE / AREA
8000 M2
©CARLO ALBERTO MARI
©CARLO ALBERTO MARI
©CARLO ALBERTO MARI
Ottagono 263 09/2013
©CARLO ALBERTO MARI
150 / WORLD JOURNEY
Ottagono 263 09/2013
©MVRDV
Ottagono 263 09/2013
©MVRDV, WEST 8 AND MCDONOUGH
152 / WORLD JOURNEY
ALMERE STRUCTURE
VISION 2030
2008-IN CORSO/ONGOING
PROGETTO / DESIGN
MVRDV (STRUCTURE VISION); MVRDV,
WEST 8, WILLIAM MC DONOUGH + PARTNERS
(IJ-LAND)
SOSTENIBILITÀ / SUSTAINABILITY
ARUP
SUPERFICIE / AREA
248 KM2
Realizzato su incarico del Comune di Almere, il masterplan
configura e indirizza uno sviluppo urbano che prevede
ulteriori 60.000 residenze, 100.000 posti di lavoro e relativi
servizi, tanto da rendere la città sullo Zuiderzee (che conta
attualmente 185.000 abitanti) il quinto centro abitato dei
Paesi Bassi. La crescita urbana si attesterà su quattro aree
principali: Almere IJ-land – nuova isola artificiale sul lago IJ,
Almere Pampus – quartiere affacciato sul lago che proporrà
edilizia residenziale innovativa, Almere Centre – estensione
del centro esistente che insisterà sulla parte centrale del
Weerwater – e Oosterwold, area dai marcati caratteri rurali
e naturali. Il masterplan interpreta la futura Almere come
città policentrica, in cui le aree di nuova espansione saranno
collegate da un asse infrastrutturale che giungerà alla
vicina Amsterdam per terminare, in futuro, su Utrecht.
Tra Amsterdam e Almere, la IJ-land – alla cui progettazione
hanno collaborato Adriaan Geuze di West 8 e William
McDonough e che sarà probabilmente terminata per
le Olimpiadi 2028 – funzionerà da ‘connettore’ economico
e culturale, oltre a offrire tra 5 e 10.000 nuove residenze
in un ambiente marcatamente naturale. Almere Pampus
sarà caratterizzato da una maggiore densità edilizia,
con 20.000 residenze e l’uso del waterfront per
lo svago e villaggi flottanti. L’attuale centro cittadino
si estenderà verso sud, circondando il parco che insiste
sullo Weerwater e ospitando il futuro cuore economicoculturale di Almere. Le attuali infrastrutture (autostrada
e ferrovia) diverranno ipogee. Oosterwold ospiterà 18.000
nuove abitazioni, oltre a uffici e servizi, anch’essi a stretto
contatto con l’ambiente naturale. In quest’area sono
anche previste le espansioni successive al 2030.
Commissioned by the municipality of Almere, the master
plan configures and orients an urban development for
an additional 60,000 dwellings, 100,000 jobs and related
services, making the city on the Zuiderzee (which currently
has 185,000 inhabitants) the fifth largest in the Netherlands.
The urban development will affect four main areas:
Almere IJ-land – a new artificial island in the IJ Lake;
Almere Pampus – a neighbourhood overlooking the lake
and offering innovative housing; Almere Centre – an extension
of the existing centre onto the central part of Weerwater;
Oosterwold, an area of evident rural and natural
characteristics. The master plan interprets Almere of the
future as a polycentric city where new expansion areas will
be linked by an infrastructural axis and will reach nearby
Amsterdam and, later, Utrecht. IJ-land is between
Amsterdam and Almere, and the design was a joint venture
involving Adriaan Geuze of West 8 and William McDonough,
and will probably be completed for the 2028 Olympics.
The location will act as an economic and cultural connector,
as well as offering 5,000 to 10,000 new homes in a
significantly natural setting. Almere Pampus will feature
higher density housing, with 20,000 dwellings and use of the
waterfront for leisure and floating villages. The current city
centre will extend southwards, surrounding the park on
Weerwater and hosting the future economic and cultural
heart of Almere. The current infrastructures (motorway,
railway) will be underground. Oosterwold will include 18,000
new homes, in addition to offices and services, which will also
be in close contact with the natural environment. Expansions
subsequent to 2030 are also planned for this area.
WORLD JOURNEY / 153
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 155
©NIC LEHOUX
Ottagono 263 09/2013
©NIC LEHOUX
154 / WORLD JOURNEY
sculptural impact, enhanced by atmospheric and climate
changes that generate extraordinary bright chromatic
vibrations on the façades (created in partnership with Olafur
Eliasson), in stark contrast with the maze of narrow, shadowy
streets typical of the rest of the city . The façades, whose
geometry is inspired by typical Icelandic basalt formations,
constitute the most spectacular element of the complex. The
south façade, in particular, consists of 1,000 ‘quasi bricks’ –
three-dimensional modular systems in glass and steel with
12 faces that create a kaleidoscopic effect – while other
prospects and the roof were designed as sections of the main
façade and thus use two-dimensional modules with 5 or 6
faces. Harpa dematerializes its considerable size (28,000 m2
for a height of 43 m) in the light, reflecting the ocean and nearby
mountains. There are four large concert halls altogether
(including one seating 1,800), an exhibition gallery and wings
that will house conference rooms. The large square in front
faces the port and creates a natural stage, while the vast foyer
creates a perception of the block of rooms as a rocky mass, in
contrast with the brightness and transparency of the exterior.
HARPA
facciata principale e quindi risolti con moduli
bidimensionali a cinque o sei facce. Harpa smaterializza
nella luce la propria notevole mole (28.000 m²
per un’altezza di 43 m) riflettendo l’oceano e le vicine
montagne. Nel complesso trovano posto quattro grandi
sale da concerto (di cui una da 1.800 posti), una galleria
espositiva e ali destinate a sale conferenza. La grande
piazza antistante, rivolta verso il porto, crea un
palcoscenico naturale, mentre il vasto foyer interno
consente la percezione del blocco delle sale come
massa rocciosa, in contrapposizione con la luminosità
e la trasparenza dell’involucro esterno.
The concert hall and conference centre complex
that are part of the East Harbour Project – an extensive
development plan of Reykjavík Bay including a plaza, a
shopping street, hotel, residences, education and services
buildings, clearly linked to the city centre – were built
thanks to an international competition, and won the 2013
Mies van Der Rohe Award. Harpa is built on the waterfront in
a secluded position and is an iconic building with a strong
PROGETTO / DESIGN
HENNING LARSEN ARCHITECTS;
BATTERÍIÐ ARCHITECTS
INGEGNERIA / ENGINEERING
ARTEC CONSULTANTS; MANNVIT ENGINEERS;
HNIT CONSULTING ENGINEERS; EFLA
ENGINEERS; ART ENGINEERING; RAMBOLL
PAESAGGIO / LANDSCAPE
LANDSLAG EHF.; LISBETH WESTERGAARD
FAÇADE DESIGN
STUDIO OLAFUR ELIASSON; HENNING LARSEN
ARCHITECTS
SUPERFICIE / AREA
28000 M2
©NIC LEHOUX
Realizzato grazie a un concorso internazionale, il complesso
della Sala da Concerti e Centro Congressi – vincitore del Mies
van Der Rohe Award 2013 – appartiene all’East Harbour
Project, vasto piano di sviluppo della baia di Reykjavík
che comprende una piazza, una strada commerciale,
un albergo, residenze, edifici per l’istruzione e servizi,
in chiaro collegamento con il centro della città. Costruito
sul waterfront in posizione isolata, Harpa si pone come
edificio-icona dal forte impatto scultoreo, potenziato
dalla mutevolezza climatica e atmosferica che genera sulle
facciate – realizzate in collaborazione con Olafur Eliasson –
straordinarie vibrazioni luminose e cromatiche, in netto
contrasto con il dedalo di vie strette e ombrose del resto
della città. Le facciate, la cui geometria si ispira alle
formazioni basaltiche tipiche dell’Islanda, costituiscono
infatti l’elemento di maggiore spettacolarità del complesso.
La facciata sud in particolare è costituita da 1000 ‘quasi
brick’, sistemi modulari tridimensionali in vetro e acciaio
a 12 facce che generano effetti caleidoscopici, mentre gli altri
prospetti e la copertura sono pensati come sezioni della
©NIC LEHOUX
REYKJAVÍK, 2007-2011
WORLD JOURNEY / 157
©DERRYCK MENERE
©TUOMAS UUSHEIMO
Ottagono 263 09/2013
©TUOMAS UUSHEIMO
Ottagono 263 09/2013
©DERRYCK MENERE
156 / WORLD JOURNEY
WATERHOUSE
AT SOUTH BUND
PROGETTO / DESIGN
LYNDON NERI & ROSSANA HU
INGEGNERIA / ENGINEERING
CHINA JINGYE ENGINEERING TECHNOLOGY
COMPANY; FAR EAST CONSULTING
ENGINEERS LIMITED; POLYTEK ENGINEERING
COMPANY LTD.
SUPERFICIE / AREA
2800 M2
Iniziale insediamento britannico, The Bund, a Shanghai,
è stato negli anni Venti e Trenta un porto commerciale di
fondamentale importanza sul fiume Huangpu, con edifici
eclettici tra i più alti e ricchi dell’intera Asia. Oggi popolare
attrazione turistica, offre scorci sia sul passato della città
sia sull’ultra-moderno skyline di Pudong, al di là del fiume.
Sul waterfront – esteso per quasi 5 km – insiste un progetto
di riqualificazione che si protrarrà fino al 2020, teso a
renderlo maggiormente vivibile grazie a percorsi pedonali,
parchi e spazi verdi. Gli edifici più rappresentativi sono in
corso di recupero, con l’aggiunta di nuove unità residenziali
e di un centro finanziario, in cui sono previsti 35 grattacieli,
concentrato nella parte sud. Proprio nell’area dei club
e ristoranti dei Cool Docks, nel South Bund District, Neri
& Hu hanno recuperato come boutique-hotel di 19 camere
un edificio costruito negli anni Trenta per ospitare il quartier
generale dell’esercito giapponese. Il concept architettonico
marca un netto contrasto tra vecchio e nuovo. All’edificio
esistente, in cemento armato, è stato aggiunto al quarto
piano un nuovo volume in corten, che rende omaggio alla
tradizione industriale e navale dell’area. Negli interni,
singolari esperienze di fruizione e percezione sono consentite
dal continuo slittare e intersecarsi della dimensione pubblica
e privata, con inusuali e stranianti aperture verso le aree
comuni e viceversa. Queste connessioni visive sono state
pensate non solo per offrire un nuovo concept ricettivo,
ma anche per fare conoscere agli ospiti la tradizione
del ‘longtang’ – comunità di vicolo, in cui le persone vivono
a strettissimo contatto – che dona a Shanghai il suo
speciale carattere urbano.
Originally a British settlement, the Shanghai Bund was an
important trading port on the Huangpu River in the 1920s
and 1930s. Its eclectic buildings were some of the tallest
and richest in Asia, and today it is a popular tourist attraction,
offering views of both the city’s past and the ultra-modern
skyline of Pudong, across the river. On the waterfront –
extending almost 5 km – a redevelopment project is in
progress that will continue until 2020, aiming to make it more
liveable thanks to pedestrian paths, parks and green spaces.
The most representative buildings are being refurbished and
©DERRYCK MENERE
SHANGHAI, 2008-2010
new residential units and a financial district are being
added, which will include 35 skyscrapers concentrated
in the southern part. In the clubs and restaurants area – the
Cool Docks, in the South Bund – Neri & Hu have recovered
19 rooms as a boutique hotel in a building dating back to
the 1930s, used then as headquarters by the Japanese
army. The architectural concept denotes a stark contrast
between old and new. The fourth floor of the existing
reinforced concrete building was given a new volume in
weathering steel, paying homage to the industrial and naval
tradition. The interiors offer unique opportunities to enjoy
and perceive, thanks to the continuous slipping and
intersecting of public and private spaces, with unusual and
disorientating openings towards communal areas and vice
versa. These visual connections have been designed not
only to offer a new reception concept but also so guests can
learn about the tradition of the ‘longtang’ – the back alley
community where people live in close contact – that gives
Shanghai its special urban character.
158 / WORLD JOURNEY
Ottagono 263 09/2013
CAIS MAUÁ
PORTO ALEGRE, 2013-2015
PROGETTO / DESIGN
B720 FERMÍN VÁZQUEZ ARQUITECTOS
CON/WITH JAIME LERNER ARQUITETOS
ASSOCIADOS
INGEGNERIA / ENGINEERING
SIMON
PAESAGGIO / LANDSCAPE
F3 PAISAJE
SUPERFICIE / AREA
159134 M2
Realizzato in collaborazione con Jaime Lerner, il progetto di
riqualificazione del waterfront portuale della città brasiliana
consiste nel recupero dei magazzini e in edifici di nuova
costruzione. Gli obiettivi sono tre: ristabilire una diretta
relazione tra fiume Guaíba e città, recuperare il patrimonio
storico e creare nuove icone urbane. Nel 1941 infatti una
devastante inondazione portò alla costruzione lungo il fiume
di un muro alto 3 m, che costituisce oggi una barriera
amplificata dall’autostrada e dalla ferrovia. Il progetto si
propone di attenuarne la presenza e si articola in tre aree
distinte. Il settore del Gasometro – antica centrale elettrica
oggi convertita in spazio polifunzionale pubblico – appare
destinato principalmente al commercio e allo svago. Grazie
all’andamento topografico, il progetto connette piazza
Brigadeiro Sampaio al fiume – sotterrando in parte corso
Joao Goulart – con una zona verde che termina in una
balconata sull’acqua, mentre l’acqua stessa viene portata
all’interno della vasta area commerciale dalle coperture
terrazzate. Il secondo settore, che occupa l’area centrale del
progetto, prevede il recupero dei magazzini degli anni Venti,
dalle caratteristiche coperture, che vengono liberati dalle
superfetazioni successive e adibiti a funzioni commerciali
e amministrative. Piattaforme galleggianti implementano
l’uso dell’area per attività temporanee. All’estremo nord, il
progetto introduce nuove dotazioni, caratterizzate da piante
triangolari e altezze elevate: palazzo dei congressi, uffici,
negozi, hotel. Il progetto prevede inoltre ampi parcheggi
interrati, la pedonalizzazione del waterfront e un sistema
di trasporto pubblico e fluviale.
In partnership with Jaime Lerner, the Brazilian city’s
waterfront redevelopment scheme has been undertaken
to recover warehouses and erect new buildings. There are
three objectives: to establish a direct relationship between
the Guaíba River and the city; recover historical heritage;
create new urban icons. In 1941 a devastating flood led
to the construction along the river of a wall that is 3 m in
height, which stands as a barrier amplified by the motorway
and the railway. The scheme aims to attenuate this presence
and comprises three distinct areas. The Gasometer sector
(the former powerhouse has now been converted into a
multi-purpose public area) appears intended primarily
for trade and leisure. Thanks to the topographic layout,
the project connects Praça Brigadeiro Sampaio to the
river (placing part of Avenida Presidente Joao Goulart
underground) with a green area that ends in a balcony over
the water, while the water itself is brought into the vast
shopping area by the terraced roof. The second sector,
which occupies the central area of the project, provides
for the recovery of 1920s warehouses, with typical roofing,
freed of successive additions, and to be used for commercial
and administrative purposes. Floating platforms allow the
area to be used for temporary activities. In the far northern
area, the project introduces new amenities, characterized
by triangular floor plans and tall structures: a conference
building, offices, shops, hotel. The project also provides
ample underground parking, the pedestrianization of the
waterfront, and a public and river transport system.
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 159
160 / WORLD JOURNEY
Ottagono 263 09/2013
Ottagono 263 09/2013
WORLD JOURNEY / 161
su una caletta artificiale di forma ellittica, consentendo
inusuali viste sull’oceano e il waterfront e incorporando piste
ciclabili, percorsi pedonali e un tracciato tramviario dedicato.
St. Petersburg is a renowned Florida tourist resort on
a peninsula between Tampa Bay and the Gulf of Mexico,
enjoying an exceptional climate with an average of 360
annual days of sunshine. The new pier was conceived
as an urban icon to be visible at great distance and is
the result of an international design competition, with
participants including BIG and West 8, organized in 2011 by
the City of St. Petersburg to replace the existing pier, and
which was won by Michael Maltzan with landscaping by Tom
Leader. The new structure, allocated a budget of 45 million
THE LENS
ST. PETERSBURG, 2014-ONWARDS
Noto centro turistico della Florida, esteso su una penisola
tra la Baia di Tampa e il Golfo del Messico, St. Petersburg
gode di un clima eccezionale, con una media di 360 giorni
di sole all’anno. Pensato per diventare un’icona urbana,
visibile a grande distanza, il nuovo pier nasce da un concorso
internazionale di progettazione – vinto da Michael Maltzan
con la collaborazione paesaggistica di Tom Leader – indetto
nel 2011 dalla City of St. Petersburg per sostituire il molo
esistente, cui avevano partecipato anche BIG e West 8.
La nuova struttura (che dispone di un budget di 45 milioni di
dollari) ha la forma di una corona e si propone di consolidare
il rapporto tra baia e città, offrendo nuove esperienze di
percezione e fruizione. Un sistema di belvedere in altezza
sarà infatti raggiungibile tramite scale e ascensori, mentre
l’ampia copertura della pensilina terminale sarà utilizzabile
come schermo per proiezioni e performance. Come un vetro
appoggiato sull’acqua, la struttura mira a diventare una sorta
di lente di ingrandimento verso la città e una finestra sul
paesaggio marino sottostante, consentendo di ospitare
attività di svago ed eventi pubblici. Due ponti circondano
e si elevano, incrociandosi e raccordandosi ad anello,
PROGETTO / DESIGN
MICHAEL MALTZAN ARCHITECTURE
INGEGNERIA / ENGINEERING
BURO HAPPOLD; MCLAREN ENGINEERING
GROUP; GEORGE F. YOUNG; TERRACON;
APPLIED TECHNOLOGY & MANAGEMENT
PAESAGGIO / LANDSCAPE
TOM LEADER STUDIO
SUPERFICIE / AREA
18420 M2
dollars, has been designed with a crown shape and aims to
consolidate the relationship between the bay and the city,
offering new experiences of perception and enjoyment. An
elevated belvedere system will be reached by staircases and
lifts, while the large terminal canopy roof will be used for
screenings and performances. Like a pane of glass resting on
the water, the structure aims to become a kind of magnifying
glass for the city and a window over the seascape below,
allowing for recreational activities and public events.
Two surrounding bridges rise, cross and join in a ring,
meeting on an elliptical artificial cove and offering unusual
views of the ocean and the waterfront, incorporating cycle
paths, pedestrian walkways, and a dedicated tram track.

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